Chianti DOC o classico?
Ti porto con me a Firenze per 24 ore
Ore 10:27 di un mercoledì qualsiasi.
Sono seduta nell’ultima rumorosissima carrozza di un Frecciarossa e penso che il prossimo articolo della newsletter non è pronto, anzi, non è nemmeno abbozzato.
La verità è che ne avrei di appunti nel mio quadernino ma ultimamente riflettere su argomenti seri e impegnativi è l’ultima cosa che ho voglia di fare.
Sarà l’arrivo della primavera ma il mio spirito critico ha deciso di assopirsi al suon di aprile dolce dormire lasciandomi a fissare il cursore che lampeggia incessante sulla pagina bianca.
Quindi piuttosto che non rispettare la rigida scadenza che mi sono autoimposta, ho unito l’utile al dilettevole e ho improvvisato un nuovo racconto di viaggio.
Ti va una gita fuori porta?
Mettiti comodo, abbiamo un po’ di giri da fare.
Siamo in arrivo a Firenze SMN
Ma quanta gente c’è a Firenze?
Sono sincera, non mi sarei mai aspettata un tale numero di turisti per un giorno infrasettimanale, probabilmente avevo sottovalutato l’enorme potere attrattivo di Firenze come città d’arte, specialmente in questo periodo dell’anno.
Mentre aspetto che scatti il verde (è la mia percezione o qua i semafori durano un po’ troppo?) mi guardo intorno e tre cose catturano immediatamente la mia attenzione:
spagnoli e tedeschi sono da tutte le parti, più dei cinesi;
alcune persone chiaramente non sanno dosare il profumo e no, non parlo solo di donne;
degli individui trovano normale sputare a terra mentre camminano. Ora mi dispiace aver evocato questa brutta immagine in te gentile lettore ma sto scrivendo quello che vedo e (purtroppo) ho visto anche questo.
Tra bandierine colorate che svettano tra la folla, audioguide e eserciti di bambini con i cappellini arancioni arrivo in centro senza quasi accorgermene.
Due svolte a destra, sempre dritto poi svolta a sinistra e finalmente quiete.
Mi affaccio dal muro che costeggia l’Arno e vedo un uomo in canoa che, lento, si gode la sua giornata.
Ovunque, purché sia una schiacciata
La cosa che mi fa sorridere di questa città è che vedi gente mangiare a tutte le ore: mattina, pomeriggio o sera non importa, ovunque ti giri ci sarà un turista seduto su un muretto pronto ad addentare la schiacciata che si è guadagnato dopo una buona mezz’ora di fila sotto al sole.
Sei d’accordo con me che ci sono dei cibi che vanno necessariamente mangiati per strada?
È come se il fatto di riempirsi di briciole e sporcarsi le mani con quella carta unta e bisunta desse un sapore diverso a quella focaccia ripiena, più autentico, più godurioso.
Li ho osservati a lungo quei turisti soddisfatti e ho notato una certa poesia, una cura nell’assaporare, nello scovare ciascun ingrediente ad ogni morso, attenti solo che qualche piccione molesto non si avvicini troppo.
Hai presente tutti quei discorsi sulla vita lenta, sul vivere nel momento e sul saper godere delle piccole cose?
Ecco, guardali e dimmi se non sta tutto lì.
Bella ma non ci vivrei
Ci sono città di cui ti innamori al primo sguardo, quelle che man mano che le scopri inizi a pensare che potresti mollare tutto e trasferirti domani.
Ora, vuoi che ho sviluppato negli anni una lieve intolleranza all’accento toscano, vuoi che ho beccato le impalcature a Santa Maria del Fiore ma è così, Firenze non mi è mai entrata nel cuore.
Se stai continuando a leggere dopo questa mia dichiarazione forte hai fatto bene, perché qualcosa che mi ha fatto luccicare gli occhi l’ho trovato anche qui.
Ho scattato queste foto in due momenti diversi: una alle 18:19 e l’altra alle 08:20.
Una con i colori aranciati, la piazza in fermento e la musica in sottofondo.
L’altra con l’aria fresca sulla faccia, il sole timido e la calma delle prime ore della giornata.
Mi piace sempre vedere come cambia l’anima di un luogo a seconda della luce che lo attraversa, dei colori, delle persone che lo vivono.
È un po’ buffo no? Mettersi lì in piedi ad osservare. Eppure è solo così che li noti, quei piccoli dettagli che ti fanno sentire un po’ speciale, fortunato per il solo fatto di essere lì in quel preciso, bellissimo momento.


Posticini da provare
Passando alle cose serie, una gita fuori porta chiama pranzetti tipici, aperitivi che diventano cene e colazioni lente.
E chi sono io per non condividere qualche chicca che ho scovato lungo la strada?
Iniziamo.
Il Panino del Chianti
Non potevo parlarti di schiacciate ripiene strabordanti di gusto senza consigliarti un posto dove mangiarne una. Non posso assicurarti che sia la migliore ma una cosa posso dirla: è carica, saporita, senza girarci troppo intorno è buona.
Leggermente scrocchiarella fuori e con la giusta quantità di ripieno, abbinata ad un calice di vino rosso (e te lo dice una che di solito beve bianco) è, come si dice, la morte sua.
Il locale è piccolino, molto alla buona, e il servizio è veloce anche all’ora di punta.
Ce n’è davvero per tutti i gusti in fatto di abbinamenti tra cui scegliere. Io personalmente consiglio porchetta, pecorino e crema di porcini ma lasciati ispirare dalla vetrina, mi dicono che la combo finocchiona e pere non è per niente male.


Serre Torrigiani in Piazzetta
Un po’ di verde, qualche lucetta e sai di avermi conquistata.
Ho trovato questo posticino su TikTok (che non ci delude mai) e mi aveva già incuriosito in video, ma dal vivo ha largamente superato le mie aspettative.
Il locale è stato ricavato in una piazzetta interna a cui si accede tramite un vicoletto, non si vede bene da fuori quindi occhio a non perdertelo!
Sicuramente Firenze la sa lunga in fatto di locali e so per certo che non è l’unico giardino nascosto ma mi è piaciuto tutto. Sistemato con cura, tranquillo e spazioso pur essendo affollato e con una buona varietà di opzioni tra food e drink. Una menzione speciale va al tagliere vegetariano, sarà che ho un debole per il pinzimonio!


Ditta Artigianale
Senza una buona colazione non si va da nessuna parte e questo posto ha fatto centro.
Io impazzisco per le bakery e per i croissant fatti bene, quelli con la sfoglia bella colorita, lucida e croccantina, che la vedi già da fuori che è buona.
E’ stata una toccata e fuga mattutina che avrei voluto durasse di più (avrei fatto molto volentieri un brunch se ne avessi avuto il tempo) ma una cosa è certa: tornerò, perché finalmente ho trovato delle paste farcite con una quantità onesta di ripieno. E’ abbastanza per segnarlo nella lista dei nostri posti preferiti? Io dico di sì.


Ed eccoci qua, le 24 ore sono trascorse e io sono di nuovo a casa con il mio Estathè zero rigorosamente al limone e il rullino foto aperto a raccontarti tutto quello che ho visto, assaggiato e sentito.
Grazie per aver viaggiato con me, alla prossima!




Ditta Artigianale per uno specialty coffee è un must se passi a Firenze. Addirittura nonostante la folla di turisti la barista mi ha fatto sentire il caffè direttamente dalla busta per sentire le note prima dell'estrazione in tazza con pour over. Lì per la prima volta in vita mia ho mangiato anche un Croque-monsieur che prima non sapevo neanche cosa fosse. Ma Firenze per me è a poco prezzo Pappa al pomodoro e il vino c'è l'imbarazzo della scelta anche se prendendo il treno per un buon calice è meglio Siena o San Gimignano